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JESI (AN) - Nuovo allestimento del Falstaff di Giuseppe Verdi al Teatro Pergolesi di Jesi
Nuovo allestimento del Falstaff di Giuseppe Verdi al Teatro Pergolesi di Jesi per la 46esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, venerdì 22 novembre alle ore 20.30, con replica domenica 24 novembre alle ore 16 ed anteprima giovani mercoledì 20 novembre alle ore 16.



Nuovo allestimento del
Falstaff di Giuseppe Verdi in chiusura di cartellone della 46esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi. L’ultima opera di Verdi andrà in scena a Jesi occasione dei 120 anni dalla prima rappresentazione del titolo e del bicentenario della nascita del grande compositore.

 

Venerdì 22 novembre alle ore 20.30, con replica domenica 24 novembre alle ore 16 ed anteprima giovani mercoledì 20 novembre alle ore 16, andrà in scena il nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Ente Concerti Marialisa De Carolis di Sassari. Sul podio è il direttore d’orchestra Giampaolo Maria Bisanti; firma la regia Marco Spada, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Alessandro Ciammarughi, light designer è Fabio Rossi. Cantano Ivan Inverardi (Sir John Falstaff), Silvia Dalla Benetta (Mrs Alice Ford), Francesco Verna (Ford), Romina Boscolo (Mrs Quickly), Barbara Bargnesi (Nannetta), Daniela Innamorati (Mrs Meg Page), Fabrizio Paesano (Fenton), Andrea Giovannini (Dott. Cajus), Roberto Jachini Virgili (Bardolfo), Carmine Monaco (Pistola).

 

Tratto dalla commedia Le allegre comari di Windsor e dal dramma Enrico IV di William Shakespeare, il libretto di Falstaff versificato da Arrigo Boito costituisce un gioiello letterario e drammaturgico di tale perfezione che l’ottuagenario Verdi, per la prima volta nella sua lunghissima carriera, ne rimase soddisfatto senza riserve. Tre anni all’incirca il tempo impiegato per comporre, in tutta tranquillità e senza alcun termine di consegna, la sua ultima fatica, andata in scena a Milano nel 1893 e da allora mai più esclusa dal repertorio operistico internazionale.

 

L’allestimento del Teatro Pergolesi di Jesi è ambientato nell’anno della composizione e si svolge all’interno di un teatro. Sparisce la locanda di Falstaff ed ecco i camerini di un teatro nei quali Falstaff e Quickly si preparano al loro incontro-scontro che darà vita a tutta l’azione. Allo stesso modo la scena della seduzione di Alice da parte di Falstaff in casa Ford, è ambientata in una sartoria teatrale dove, attaccati ai manichini, ci sono i costumi di foggia ottocentesca che mostrano come nell’Ottocento si interpretasse il Rinascimento e, allo stesso tempo, richiamano anche i personaggi delle opere verdiane.

 

Protagonista dell’opera è il corpulento e non più giovane Sir John Falstaff, che progetta di conquistare le due belle (e ricche) dame Alice Ford e Meg Page. Invia alle due amiche due lettere, perfettamente identiche, provocando in loro un forte desiderio di ripicca: insieme a Mrs. Quickly e a Nannetta, figlia di Alice, le donne progettano una burla a danno di Falstaff. Sbugiardato dai suoi stessi servi (Pistola e Bardolfo), questi viene preso di mira anche dall’ingelosito marito di Alice, Ford, e dal pedante Cajus, che spera di sposare la figlia dei Ford, in verità innamorata di Fenton. Alice e il marito, in modi e tempi diversi, tendono dunque un tranello al vecchio crapulone, che finirà nascosto dentro una cesta del bucato e poi gettato nel Tamigi. Donne e uomini si coalizzano infine per l’ultima delle beffe: un falso appuntamento con Alice e Meg organizzato nel parco a mezzanotte si trasforma in una mascherata con tutti i complici travestiti da creature fantastiche che intimoriscono il vecchio affinché si penta di tutti i suoi peccati. Approfittando del travestimento Nannetta si fa sostituire da Bardolfo, eludendo così il forzato matrimonio con Cajus che il padre tentava, nella mischia, di concludere; Ford si rassegna, concede le nozze con Fenton e invita tutti a cena. L’opera finisce in festa con la celebre morale di Falstaff: «Tutto nel mondo è burla».

 

Per il pubblico del “Falstaff”, la Fondazione Pergolesi Spontini propone inoltre l’incontro “Il libretto in 30 minuti”, breve guida all’ascolto gratuita presso le Sale Pergolesiane a cura di Elena Cervigni (prenotazione obbligatoria).

 

GIUSEPPE VERDI. Nato a Roncole di Busseto il 10 Ottobre 1813, Giuseppe Fortunino Francesco dimostra molto presto una spiccata inclinazione musicale. Intrapresi con l’organista Pietro Baistrocchi, gli studi proseguono in modo irregolare, fino a quando il mecenate Antonio Barezzi lo accoglie nella sua casa, garantendogli sostegno economico. Nel 1839 la sua prima opera, Oberto conte di San Bonifacio, riscuote al Teatro alla Scala un discreto successo, offuscato dalla morte dei figli e della moglie Margherita Barezzi. Al clamoroso fiasco dell’opera comica Un giorno di regno (1840) segue, nel 1842, il trionfo di Nabucco. Parte da qui una lunga e folgorante carriera. Iniziano anni di lavoro durissimo che Verdi definirà “gli anni di galera”, in cui compone a ritmi serrati per poter soddisfare le crescenti richieste: I Lombardi alla prima Crociata (1843), Ernani, I due Foscari (1844), Giovanna d’ArcoAlzira (1845), Attila (1846), Macbeth, I Masnadieri, Jérusalem (1847), rifacimento francese dei Lombardi, Il Corsaro (1848). In questi stessi anni si lega sentimentalmente al soprano Giuseppina Strepponi, interprete di alcune sue opere e compagna per la vita. Con lei nel 1849 torna a Busseto, dopo il debutto de La battaglia di Legnano, per ultimare la composizione di Luisa Miller. Si trasferisce a villa Sant’Agata, a Villanova d’Arda, dove, nella calma della pianura padana, nasce la trilogia popolare: Rigoletto (1851), Il Trovatore (1853), La Traviata (1853). Il successo è clamoroso. Nel 1855 scrive per Parigi Le vêspres siciliennes e nel 1861, sollecitato all'impegno politico da Cavour, siede nel primo Parlamento italiano e poi in Senato. Compone Simon Boccanegra (1857), Un ballo in maschera (1859), La forza del destino (1862), Don Carlos (1867), Aida (1871) e alla memoria di Alessandro Manzoni dedica la Messa da requiem (1874). Nel 1887 musica, ottantenne, Otello. L’anno dopo inaugura a Villanova D’Arda un ospedale da lui interamente finanziato e nel 1893 si congeda dalle scene con Falstaff. Agli ultimi anni risalgono i quattro pezzi sacri: Ave Maria, Stabat Mater, Laudi alla Vergine, Te Deum. Muore a Milano il 27 gennaio 1901 ed è sepolto nella Casa di Riposo per Musicisti da lui stesso fondata, della quale scrive: «delle mie opere, quella che mi piace di più».

 

 

La 46esima stagione lirica di Jesi, organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini sotto la guida dell’Amministratore Delegato William Graziosi e del Direttore Artistico Gianni Tangucci, si avvale del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dei Soci Fondatori (Regione Marche, Comune di Jesi, Comune di Maiolati Spontini), dei Partecipanti Aderenti (Comuni di Camerata Picena, Monsano, Montecarotto, Monte San Vito, San Marcello), del Partecipante Sostenitore (Camera di Commercio di Ancona), dei Fondatori Sostenitori (Art Venture: Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, Starcom Italia), con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. Sponsor principale è Banca Marche.

 

14 novembre 2013

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