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CIVITANOVA MARCHE (MC) - "La leggenda del grande inquisitore" apre la stagione del Teatro Annibal Caro
Una ricca stagione di prosa al Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche prende il via sabato 30 novembre su iniziativa del Comune di Civitanova Marche, dell’Azienda Teatri di Civitanova e dell’AMAT. L’apertura della stagione è affidata a Umberto Orsini, straordinario protagonista di "La leggenda del grande inquisitore", tratto dal capolavoro di Dostoevskij I Fratelli Karamazov affiancato in scena da Leonardo Capuano



Partendo dalla sua famosa interpretazione del giovane Ivan nel romanzo sceneggiato degli anni settanta diretto da Sandro Bolchi, l’artista si cimenta – diretto dalla regia di Pietro Babina - in un doppio ruolo, assumendo le vesti del narratore e dell’inquisitore, entrambi interpretati fra memoria e finzione, nostalgia e sofferenza.

“Un Orsini tonico, in maglietta nera, sorridente, spalma mellifluo alcuni pezzi del Grande Inquisitore e qui il lavoro acquista un urto formidabile, testimoniando un mondo fatto di sottomessi, di felici rassegnati, di obbedienti elettori. Enorme performance, attraverso stili ed espressioni, di un Orsini prima ragionatore e poi scatenato”, annota Rodolfo Di Giammarco sulle pagine de “la Repubblica”.

 

“Vivo da quaranta anni col Grande Inquisitore di Dostoevskij – scrive l’attore nelle note allo spettacolo - da quando cominciai ad occuparmene in occasione di un romanzo sceneggiata che alla fine degli anni sessanta fu realizzato da Sandro Bolchi per la Rai -TV e che fu seguito da più di venti milioni di persone per otto settimane di seguito. Oggi? Cosa abbiamo immaginato? Quale contenitore abbiamo scelto? Come far ripetere ad un personaggio (che non è mai esistito se non nella fantasia dell'autore) certe parole? Come mettere sul tappeto una storia senza poi commentarla, senza arrivare a dire: "Segue poi dibattito? E allora abbiamo immaginato un lvan vecchio (la mia età) e un figlio (che nel romanzo non c'è) ma che ci potrebbe essere come figlio-demone, figlio tentatore, figlio Mefisto, che cerca di tentare il vecchio lvan-Faust con la possibilità di dire quelle parole del Grande Inquisitore oggi, davanti la platea di TED Conference un luogo non virtuale dove in diciotto minuti oggi uno può tentare di dire qualcosa che vale la pena di essere raccontato. E tutte le scene che precedono questo racconto non sono che una esemplificazione a volte fulminea a volte più elaborata di quei temi (libertà, fede, mistero ,autorità ,speranza, fame ecc) che sono contenuti nel racconto che finalmente, dopo tanti anni, lvan fa davanti al pubblico, come se il personaggio avesse finalmente scritto il suo romanzo. Le parole del Grande Inquisitore oggi a chi farebbero paura? La chiesa, o l'autorità, o il potere tout-court ,agiscono ancora come il vecchio inquisitore sosteneva essere l'unico modo che permettesse agli uomini di essere liberi attraverso la negazione della libertà? Viviamo nella stessa illusione? Non voglio raccontare di più. Vorrei che il pubblico facesse lo sforzo di raccordare da solo i frammenti gettati qua e là costruendo il suo percorso mentale, ascoltando, guardando, semplicemente, come avviene a teatro.”

 

La drammaturgia dello spettacolo – prodotto da Compagnia Umberto Orsini – è di Pietro Babina, Leonardo Capuano e Umberto Orsini. Le scene sono di Federico Babina e Pietro Babina, i costumi di Gianluca Sbicca, le musiche di Alberto Fiori.

 

Per informazioni e biglietti (da 10 a 20 euro): Teatro Rossini 0733 812936, Teatro Annibal Caro 0733 892101 in giorno di spettacolo dalle ore 18.30. Inizio spettacolo ore 21.15.

 

27 novembre 2013

 

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