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Fano (PU) – Il capolavoro di Bizet al Teatro della Fortuna
CARMEN, opéra comique in quattro atti è coprodotta e messa in scena dal Teatro della Fortuna il 24 e il 26 gennaio, nell’ambito del Fortuna Opera Festival, contenitore lirico musicale della Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, con il contributo della Regione Marche

           
                 


Il Teatro ha i suoi tempi e, per fortuna, sono tempi lenti quando maturano le conseguenze dei cambiamenti sociali e tempi rapidi quando anticipano i cambiamenti stessi. Ed i tempi erano senz’altro maturi quando, il 3 marzo del 1875, Georges Bizet propose a Parigi la sua
CARMEN, opéra comique in quattro atti coprodotta e messa in scena dal Teatro della Fortuna il 24 e il 26 gennaio, nell’ambito del Fortuna Opera Festival, contenitore lirico musicale della Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, con il contributo della Regione Marche


L’effetto sulla scena parigina fu dirompente. L’autore morì di lì a pochi mesi e non poté quindi assistere al successo planetario della sua creatura. Questa dirompenza fu ben intuita da Théodore de Banville che scrisse su “Le national” l’8 marzo 1875: “Al posto di quelle belle bambole blu cielo e color di rose, che fecero la gioia dei nostri padri [Bizet] ha voluto mostrare veri uomini e vere donne accecati, torturati dalla passione, che si agitano al vento della follia, e dei quali l’orchestra, diventata creatore e poeta, ci racconterà le angosce, le gelosie, le furie e gli impulsi insensati.”

Delle angosce, gelosie, furie e insensati impulsi di e generati da Carmen si sono scritti fiumi di inchiostro in questi quasi 140 anni. Del mito di Carmen si è detto quasi tutto: donna demoniaca e ammaliatrice, personificazione di sentimenti ribelli e rivoluzionari, e, in un’ottica più vicina alle recenti cronache, vittima della violenza generata negli uomini che non riescono a possederla.

 

La Carmen di Bizet risultò “dirompente” anche dal punto di vista musicale. Un’opera dalla natura ambivalente che comincia come un’operetta e finisce come una tragedia, con grandi pezzi corali, arie languide e recitati sferzanti e taglienti. Un’ambivalenza che è anche perfezione drammaturgica, nell’intreccio di due mondi morali assolutamente contrapposti, quello di Carmen, libertario e fuori dal coro, e quello del resto del mondo, baluardo di “normalità”.

Primo titolo d’opera del Fortuna Opera Festival, Carmen viene proposta nella versione originale opéra-comique con i dialoghi parlati, nell’edizione critica di Robert Didion che ha sicuramente il pregio di evidenziare lo stile versatile e composito della partitura. Sul podio Marco Boemi, che dirige l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, direttore che ha lavorato con tre generazioni di grandi cantanti da Kabaivanska e Obratzova a De Candia e Antoniozzi passando per Pavarotti, Bruson, Ricciarelli, Dessì, Armiliato, La Scola, Gasdia e tantissimi altri tra i più importanti e apprezzati, e si è esibito nei maggiori teatri di tutto il mondo.

 

La regia è di Francesco Esposito, gradito ritorno al Teatro della Fortuna dopo il fortunato Don Giovanni dello scorso anno, reduce dal successo della Trilogia verdiana proposta a Lisbona. Per il regista bolognese la vicenda di Carmen è la cronaca di un femminicidio: “La sensualità libera e vitalistica di questa donna, occupa un ruolo importante, dove la ricerca della libertà diventa utopia e “scivola” lentamente in una tragedia annunciata”. Una determinazione nella quale non si trova da solo se appena qualche mese fa il Teatro della Fenice di Venezia in occasione della messa in scena dell’opera ha lanciato la campagna “Effetto Carmen, per la libertà di ogni donna contro tutte le violenze”, che tante adesioni ha ricevuto dal mondo della cultura e non solo. Su questo argomento Esposito ha sollecitato un incontro aperto al pubblico dal titolo Carmen, il mito e la donna d’oggi che si terrà venerdì 17 gennaio alle 16.30 nel Foyer del Teatro.

 

Il cast

Nel ruolo di Carmen il mezzosoprano Agata Bienkowska, artista di casa al Teatro della Fortuna, affermata belcantista che vanta brillanti successi nel repertorio mozartiano, rossiniano e donizettiano, nonché escursioni nel repertorio verdiano. Don Josè è affidato al giovane Dario Di Vietri che ha recentemente inaugurato con il Macbeth verdiano firmato da Dario Argento la stagione lirica del Teatro Coccia di Novara. Il ruolo del toreador Escamillo è di un artista di solida carriera, il baritono Marcello Lippi che ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo partendo dal debutto al Rossini Opera Festival nel 1988. Nei panni della dolce Micaela, Valeria Esposito, soprano di coloratura di fama internazionale, anch’essa esibitasi nei più importanti teatri del mondo.

Il cast si completa con lo Zuniga di Franco Rossi, il Morales di Andrea Vincenzo Bonsignore, Il Dancairo di Giampiero Cicino, Il Remendado di Andrea Schifaudo, la Frasquita di Paola Santucci e la Mercedes di  Lara Rotili. Sul palcoscenico anche il Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini diretto da Mirca Rosciani e il Coro di voci bianche e giovanili “Incanto” e “Pueri Cantores del Mezio Agostini” diretti da Francesco Santini, con pianista accompagnatore Luca Muratori. Lo spettacolo è una coproduzione Teatro Goldoni di Livorno, Teatro Verdi di Pisa, Teatro del Giglio di Lucca in collaborazione con il Teatro della Fortuna di Fano.



 

Prove aperte al pubblico

Chiamando gli uffici della Fondazione Teatro al numero 0721.827092, ci si potrà prenotare per assistere ad una delle sessioni di prova pomeridiana della Carmen in allestimento al Teatro della Fortuna, comprese tra il 16 e il 21 gennaio (orario da definire di volta in volta).

 

Info

Botteghino Teatro della Fortuna, tel. 0721.800750, fax 0721.827443, botteghino@teatrodellafortuna.it.

www.teatrodellafortuna.it

 

17 gennaio 2014

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