home  news  contattaci  SEZIONE WAI - accessibilità

| A| B| C| D| E| F| G| H| I| J| K| L| M| N| O| P| Q| R| S| T| U| V| W| X| Y| Z|
Cerca nel Sito

La Regione per la Cultura
Le banche dati del patrimonio culturale
Beni culturali
Spettacolo, mostre e attività culturali
Servizi per la cultura
Cinema e Marche Film Commission
Comunità Virtuale
> Principale  
FANO (PU) - “Fotografi e critici – percorsi ed esperienze”
La Centrale Fotografia di Fano ha organizzato “Fotografi e critici – percorsi ed esperienze”, un primo ciclo di conversazioni a cura di Alberto Masini e Marcello Sparaventi. Tutti gli incontri si terranno al Caffè Centrale, in Corso Matteotti, alle ore 21,30 ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti. Gli incontri e le conversazioni saranno con Enzo Carli, Marco Vincenzi, Mario Beltrambini, Claudio Marcozzi



Il primo appuntamento è – venerdì 7 febbraio, alle ore 21,30 – con
Enzo Carli. Affettuoso allievo di Mario Giacomelli, sociologo, giornalista, teorico della fotografia, ha partecipato a mostre, dibattiti e convegni sulla fotografia in Italia e all’estero.

E’ autore di saggi e pubblicazioni sulla fotografia e sulla comunicazione per immagini. Appartiene alla prestigiosa Scuola fotografica di Senigallia ed è tra i soci fondatori, con
Gianni Berengo Gardin e Mario Giacomelli del “Manifesto del Passaggio di frontiera”.

In vista di questo primo incontro ospitiamo questo intervento di Enzo Carli

La fotografia, aldilà del suo valore socio-antropologico, appare come  una manifestazione della fatuità moderna che riflette in parte gli atteggiamenti relazionali e comportamentali della vita pubblica e privata. La fotografia come setting terapeutico rappresenta senz’altro una via di accesso privilegiata alle narrazioni e questo perché in grado di essere, allo stesso tempo, mezzo espressivo e linguaggio specifico dotato di un proprio codice.

Oggi l’arte della fotografia è utilitaria, funzionale ai suoi processi e al suo indotto; la fotografia -anche figurazione libera-  è legata anche alle ns/debolezze cognitive e collegata  a forme d’arte non rappresentative. Se una foto è mossa è perché il fotografo si è mosso nel senso che è in movimento: un momento che ha un prima e un dopo, traccia un movimento. Le immagini incontrano sempre più spettatori de territorializzati, dentro un apparente universalismo caratterizzato da un’esuberanza di culture e una miriade di simboli.

Il fotografo di trasformazione in particolare, è colui che utilizza le possibilità note ed equivoche della fotografia, attraverso un’indagine personale dentro la sua stessa natura, privilegiando un mezzo semplicemente per mettere in luce le sue intenzioni. Può cercare l’autorivelazione, selezionando con grande rigore nell’immensa corrente delle immagini che gli si presentano. Può produrre immagini che non si limitano a dar forma estetica alle proposizioni di contenuto, ma che si rivolgono anche all’interno di altre espressioni, svolgendo una funzione critica. Sul ruolo della critica può essere utile l’esperienza dei Fotografi del Manifesto:”Passaggio di Frontiera” Senigallia 1995, in alcuni passaggi fondamentali:

“La fotografia è il nostro mezzo privilegiato, con il quale esprimiamo la visione del mondo, i rimandi della memoria, i sogni e le ansie della nostra generazione.

La vita psichica e relazionale, lo spazio esistenziale e le sue motivazioni interiori, sono al centro del nostro interesse.

Le nostre proposte sul linguaggio fotografico, espressione di libertà, sono legate ad una serie di esperienze, trasformate dall'autoanalisi collettiva, in proprie motivazioni.

Siamo impegnanti in un progetto di fotografia globale, tra realtà, astrazione e concetto, dentro la rete complessa delle informazioni che le immagini instaurano e che costituiscono l'elemento dinamico del nostro percorso……

Rinnoviamo la sua storia che è spesso snaturata nelle sue ragioni interne, della libertà dell'immaginazione. Recuperiamo identità alla critica fotografica, spesso lasciata nell'indifferenza del pubblico.

Il critico è un nostro simile, per pratica ed estrazione culturale, che si fa promotore ed interprete delle motivazioni e delle decisioni del fotografo..”

La ricerca artistica del secolo appena trascorso ha fornito incredibili pretesti e proposte; dall’eidetico all’esistenziale, dall’oggetto al comportamento, dalla materia al segno  per non parlare dei mutamenti artistici indotti da tecnologie fluide, alleate dell’umano, plasmabili con il pensiero, alla base, oggi,  di una nuova ed incessante trasformazione dell’indagine artistica coinvolta, suo malgrado, nei  caratteri e negli aspetti morfologici della nuova civilizzazione.

In questo incerto passaggio epocale, oggi caratterizzato da un’interazione continua di mutevoli significati che tramano le immagini precarie della nostra esistenza, la fotografia ha una sua parte di “rabbia” . Le forme neo-espressive di questa società sono legate all’immagine, supportata da tecnologie veloci che determinano nuovi modi di fare  che hanno inciso sui nostri processi di apprendimento. Le proposte, le formulazioni ed il contributo di idee non possono prescindere quindi da un concetto dinamico di cultura, traducibile nell’immaginare  rapporti di conoscenza che offrono nuove opportunità di rendere distinguibili, con senso e compiutezza, il reale e l’immaginario. (Enzo Carli)

da www.altrogiornalemarche.it

In allegato il programma completo

7 febbraio 2014

 

Allegati
  
  Fotografi e Critici
Invia questo articolo Stampa/Print