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MUSICULTURA - Concerto dei finalisti al Teatro Persiani di Recanati
Presentati nell’aula magna del comune di Recanati i 16 finalisti della XXV edizione di Musicultura con padrino Gaetano Curreri, leader storico degli Stadio. La serata è continuata al Teatro Persiani dove in anteprima nazionale si sono esibititi i finalisti. A presentare il concerto Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi di Radio 1 RAI partner storico di Musicultura



Presentati nell’aula magna del comune di  Recanati  i 16 finalisti della XXV edizione di Musicultura  alla presenza del Sindaco di Recanati  Francesco Fiordomo, Sindaco di Macerata Romano Carancini, Assessore alla Cultura Provincia di Macerata Massimiliano Sport Bianchini, Flavio Corradini Rettore dell’Università di Camerino, la professoressa Paola Nicolini dell’Università di Macerata, Giammaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi di Radio 1 RAI e dell’atteso  ospite d’onore e padrino dei magnifici 16 Gaetano Curreri leader storico degli Stadio che si è più volte complimentato con Musicultura per il  profondo lavoro che da sempre porta avanti. Un grande estimatore e amico del Festival che ha raccontato al pubblico la modalità con cui lui e Vasco Rossi ascoltano ogni anno  le canzoni dei 16 finalisti insieme, “La musica popolare   è arte - ha dichiarato  Curreri -  e a Musicultura   viene realmente  trattata come  tale” .

 

La serata è continuata al Teatro Persiani dove in anteprima nazionale si sono esibititi i magnifici 16 finalisti. A presentare il concerto Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi di Radio 1 RAI partner storico  di Musicultura. I finalisti  tutti autori di ciò che interpretano, con  approcci compositivi ed espressivi diversissimi tra loro, hanno rappresentato un’Italia musicale ricca di grande creativa , che rifugge il conformismo e la banalizzazione delle idee e delle emozioni.

 

Ad aprire il concerto i calabresi Mattanza con il pezzo “Occhiu non vidi” hanno proposto una filologia rielaborata ed attualizzata con eleganza ed ardimento, a seguire  uno dopo l'altro, sono saliti sul palco tutti i magnifici 16 che  con un po' di emozione e con molta grinta e passione, hanno dato voce ai loro testi. Tra essi si sono esibiti i Ceralacca con “Milano” un folk- blues  tutto italiano, con un traino ritmico al servizio di un testo originale; la giovanissima Marlò con  La donna di scorta” ha tratteggiato un amaro ritratto con vocalità morbida e una musica raffinata; Io non sono Bogte  con “Papillon” ha espresso un rock pungente credibile e scarno su una struggente elegia di parole dolorose; Dante Francani applauditissimo con “Tuta blu” ha dato vita alla nuova canzone sociale: diretta, anti-fronzoli, autobiografica  e corale al tempo stesso; l’intrigante Gabriella Martinelli con “In un labirinto ad est”; gli Equ con “Eccetera eccetera” un’ inconsueta prospettiva sull’amore, con linguaggi musicali e testuali d’ avanguardia; CoreACore con “La cortellata” ha proposto la bella canzone popolare, sanguigna e rinnovata nel suono;  Calvino con “I Fantasmi “ ha creato un’atmosfera caldamente inquieta, che si infrange su un refrain disincantato; I Dulcamara con  uno stile personalissimo hanno proposto “La strada del ritorno” una toccante riflessione sulla poetica  del viaggio; Cordepazze  con “La rivoluzione” una presa di coscienza disincantata ed esplosiva, tra cascate di immagini e sonorità aggiornatissime; Flo  con “D’amore e di altre cose irreversibili” una lontana promessa d’amore cantata nel presente, tra suggestivi echi andalusi; Toto Toralbo con “Na strana canzone” un testo ed  una melodia degni della più nobile  grazia partenopea. Antonio Maldestro con un’intensa canzone-manifesto di disagio e di denuncia, senza populismi. “Sopra al tetto del Comune” ; e il maceratese  Simone Cicconi “ con “il mio momento” una canzone ricca  di contrappunti tra disegni di basso e confidenze ritmate, ha creato un ‘atmosfera ironica e coinvolgente.

 

A  chiudere il concerto l’attesa esibizione di Gaetano Curreri  che accolto da un lungo e caloroso applauso,  ha saputo toccare le corde del cuore del pubblico in sala a cui ha regalato alcuni dei brani piu’ belli da lui scritti tra cui “Sorprendimi”, “Dimmi che non vuoi morire”  scritta a quattro mani con Vasco Rossi ed eseguita dalla divina Patty Pravo, e poi    “I nostri anni” e “Chiedi chi erano i Beatles” la  canzone – manifesto, che delinea la filosofia degli stadio, cioè la memoria come collante delle emozioni e dei ricordi.. Ha concluso  la sua  esibizione raffinata ed emozionante con un omaggio  a Lucio Dalla, “Piazza Grande” dove ha coinvolto tutti i 16 finalisti di Musicultura in una in una jam session unica e indimenticabile.

 

www.musicultura.it  

 

 

26 marzo 2014

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