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EVENTI - Il Premio Città di Staffolo 2014 a Tino Stefanoni
È la “metafisica del quotidiano” di Tino Stefanoni a calcare la scena del Premio Città di Staffolo 2014, premio ormai giunto alla sua quattordicesima edizione, promosso dal Comune di Staffolo ed organizzato in collaborazione con l’associazione SJ-art e con il contributo del Rotary International distretto 2090


              

L’artista lecchese, protagonista di questa quattordicesima edizione, ha confermato la sua presenza alla cerimonia di premiazione e alla tavola rotonda che si svolgeranno sabato 26  luglio alle 18.00 presso la Collegiata di S. Francesco a Staffolo e alle quali seguirà la preview della mostra
“Inventario”.

 

Un albo d’oro, quello del Premio Città di Staffolo, che negli anni si è popolato di nomi illustri del panorama culturale nazionale ed internazionale quali Enzo Cucchi, Valeria Moriconi, Walter Piacesi, Marco Poeta, Walter Valentini, Arnaldo Pomodoro, Oscar Piattella, Eliseo Mattiacci, Mario Sasso, Maurizio Galimberti, Roberto Stelluti, Bruno D’Arcevia e Concetto Pozzati.

 

La scelta di premiare la poetica, minimalista e concettuale, di Tino Stefanoni si pone nella scia della valorizzazione del filone pittorico italiano e, in particolare, delle esperienze dei grandi protagonisti del trentennio ‘60-’80; tema, questo, che, negli anni, ha significativamente ispirato le scelte della Commissione del Premio Città di Staffolo.

 

Tino Stefanoni, nato a Lecco nel 1937, ha studiato al Liceo Artistico Beato Angelico e alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.  Da più di cinquant’anni è presente nel mondo internazionale dell’arte. La prima mostra personale è del 1963 al Palazzo del Governo di Sondrio; nel 1965, partecipa alla Biennale d'Arte contemporanea di Castelfranco Veneto e nel 1967 vince il premio S. Fedele per la giovane pittura italiana. Nel 1970 viene invitato alla XXXV Biennale di Venezia dove espone dei rilievi sagomati; nel 1973, oltre alla partecipazione ad alcune mostre personali a Parigi, Bruxelles, Zurigo, gli viene attribuito il secondo premio Bolaffi. Nel 1972 espone a Parigi, in una personale alla galleria Pacchetti, e a Freiburg nel 1974 alla galleria Regio. Nel 1977 espone a Ferrara, Roma, Rio de Janeiro e San Paolo del Brasile e, dagli anni ’80 ad oggi, sono innumerevoli le mostre personali e collettive nonché le presenze alle più importanti fiere nazionali e internazionali che costellano la sua biografia.

 

Ha sempre guardato al mondo delle cose e degli oggetti del quotidiano, (anche una casa è una cosa), proponendoli nella loro più disarmante ovvietà, come tavole di un abbecedario visivo o pagine di un libretto d’istruzioni dove le immagini, che sostituiscono le parole, sono il naturale “pretesto” per la sua arte. 

 

Anche nei dipinti di oggi, dove i canoni della pittura classica (nel senso stretto del termine) sono volutamente esasperati a favore di una didattica del pittorico (luce chiaroscuro disegno colore), si rivela sempre il mondo delle cose che, pur restando il momento risolvente del suo lavoro, si carica naturalmente di significati metafisici,  gli stessi significati dei dipinti dal tratto nero e sfumato definibili come sinopie dei precedenti.

 

 Il finto incantamento, dunque, della sua pittura apparentemente classica, traveste il momento lirico-concettuale del suo lavoro tutto rigorosamente razionale e, per assurdo, ”sentimentalmente razionale”, al punto da voler sottolineare che la pittura è null’altro che un oggetto per la mente come la sedia, il tavolo o il letto sono oggetti per il corpo.

 

La mostra dal titolo “Inventario” resterà aperta al pubblico fino al 24 agosto con il seguente orario: dal venerdì alla domenica dalle ore 17.00 alle 20.00, dal martedì al giovedì su appuntamento. Per prenotarsi contattare il dott. Domenico Rosetti al numero 0731-779263. Durante le manifestazioni estive la mostra rimarrà aperta fino alle ore 24.00.

 

www.premiostaffolo.it

                  

7 luglio 2014                                                      

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